Aiutiamoli tutti

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19961274_1002870093188831_953496767892886164_n-2Aiutiamoli… tutti. Accogliamoli tutti. Queste parole, che ho pronunciato oggi nel corso di un’intervista a Radio Padova, hanno destato scalpore, scatenando, come sempre, le reazioni dei soliti, più o meno noti, predicatori d’odio, ma anche la reazione di chi professa moderazione, là dove nella scelta tra la vita e la morte, non vedo altra via moderata se non la tutela della vita umana stessa. Sì, sono una buonista e ne vado orgogliosa. Perché se per buonista si intende una persona che agisce e pensa secondo valori di giustizia, uguaglianza, pace e pari dignità, allora sono fiera di definirmi tale. Eppure la domanda mi appare estremamente semplice: cosa fare mentre si agisce per sconfiggere il traffico di esseri umani? Cosa fare mentre negli anni si investe nella cooperazione allo sviluppo o si stipulano accordi bilaterali con i paesi di provenienza dei migranti? Cosa fare se gli Stati Membri non rispondono alle continue richieste di solidarietà da parte dell’Italia? Si abbandonano donne, uomini e bambini a morte certa? Vittime delle violenze dei trafficanti o del mare? La risposta per me è altrettanto semplice: no! Aiutiamoli tutti, accogliamoli tutti. Oggi su una delle nostre navi nel Mediterraneo è nata una nuova vita e di questo dobbiamo sentirne il merito e l’orgoglio. Poniamo gli Stati europei di fronte a questo fatto. Poniamoli di fronte ad una rivoluzione “buonista”. L’unica e più efficace arma di fronte al dilagare di tanto odio e cinismo, che poco hanno a ché fare con la reale soluzione dei problemi di una società, vera essenza della politica.

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