Nuovo bilancio dell’Unione Europea, si guarda al futuro con maggiore convinzione

Lo scorso 2 maggio il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Junker e il Commissario per il Bilancio e le Risorse Umane Günther H. Oettinger sono intervenuti durante l’Assemblea Plenaria per presentare le grandi linee di indirizzo del bilancio dell’Unione Europea riguardo il periodo 2021-2027.

Di quali cifre parliamo?

Si tratta nel complesso di 1.135 miliardi di euro d’impegni finanziari, pari all’1,11 % del reddito nazionale lordo dell’Unione Europea post-Brexit, quando cioè sarà composta da 27 stati. Giunti nel 2021 la Brexit sarà infatti effettiva, comportando un significativo ammanco nel nostro bilancio: una sfida che l’Europa vuole affrontare preparata, progettando una strategia di efficientamento finiziario ed economico già a partire da oggi.

La presentazione delle linee di indirizzo del bilancio risponde proprio a questa esigenza: continuare a garantire progresso, sicurezza e stabilità agli Stati membri e ai suoi cittadini, nonostante il panorama internazionale contraddistinto da incertezze e instabilità.

Cosa propone la Commissione?

Presentata davanti agli eurodeputati, la proposta di bilancio ha suscito molte reazioni critiche, anche da parte del mio gruppo politico, che chiede di osare di più. Pur concordando con le analisi del gruppo, ho voluto metter in luce alcuni punti che sono emersi, e che mi sembrano andare nella direzione giusta.

La proposta della Commissione si fonda sulla volontà di ottimizzare le spese esistenti, in un’ottica di pragmatismo e concretezza. Prima di tutto, si cercherà di massimizzare i risultati dei programmi in atto, che si ridurranno da 58 a 37, consentendo così di stabilire tra di essi rapporti sinergici e più proficui.

Le linee di indirizzo stabiliscono inoltre tre punti programmatici che valuto molto positivamente. Eccoli riassunti qui sotto.

• Rafforzamento delle politiche giovanili, come ad esempio del programma Erasmus

L’Erasmus si è rivelato in maniera indiscutibile uno dei motori della costruzione della cittadinanza europea diffusa. Finché l’Europa investe sulla cultura, può continuare a rappresentare quella speranza di promozione dei valori civili che non devono mai venir meno, se vogliamo vivere in una società che ci promuova e ci protegga.

• Più impegno sul fronte immigrazione

È un buon approccio, nonostante l’accento mi sembri ancora posto più sulle necessità di controllo delle frontiere piuttosto che su quelle dell’integrazione in vista di una maggiore coesione sociale. Su questo fronte abbiamo espresso molta soddisfazione nell’apprendere che la Commissione vorrebbe introdurre la condizionalità del rispetto dei diritti umani e dei valori fondamentali della democrazia per la concessione di aiuti ai paesi membri.

• Più sostegno alla cooperazione internazionale

Con la proposta di integrazione del Fondo Europeo di Sviluppo all’interno del Bilancio Europeo, si incentiva la cooperazione allo sviluppo tra l’Unione Europea e i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico. Finora infatti il FES è stato costituito da contributi dei paesi membri, vivendo una specie di vita autonoma, e del tutto estranea al controllo democratico esercitato dal Parlamento Europeo. Il suo inserimento in bilancio invece dovrebbe esser un incentivo per tutti i paesi a raggiungere finalmente il 0.7% del PiL nazionale di contributo promesso, così da consentire all’Europa di essere più incisiva nella lotta contro la povertà nel mondo. Oggi l’Italia è uno dei maggiori contributori dell’UE, e dopo la Brexit saremo insieme alla Francia e alla Germania fra i primi tre. Questa è una ragione in più perché l’Italia pretenda di assumer sempre più un ruolo di guida in Europa.

Questi alcuni punti di questo nuovo bilancio, che entra ora nelle prime fase di discussioni, e che potrà entrare in vigore dalla prossima legislatura in avanti.

Lascia una risposta