Gestione dell’immigrazione, la proposta della Commissione

21767975_1053354951473678_2968828098181326307_nNon c’è gestione reale dei flussi senza l’attivazione di canali legali dell’immigrazione. Da un programma di resettlement ad uno schema di sponsorizzazioni private: la Commissione europea si è impegnata oggi a presentare l’ultimo e fondamentale tassello necessario a completare l’insieme delle politiche che gli Stati membri devono attuare per far fronte al fenomeno dell’immigrazione, rompendo il ciclo continuo di emergenze che ha visto protagonista negli ultimi anni il Mediterraneo centrale. Il tempo delle dichiarazioni di intenti è concluso. Non si può più procedere con provvedimenti ad hoc, sull’onda dell’emergenza. Gli Stati Membri devono prendere atto del fatto che sono necessarie misure legislative stabili, uniche in grado di far fronte a quello che ormai è un fenomeno strutturale. Bene dunque la richiesta di sostenere con 500 milioni di euro gli sforzi di quegli Stati che saranno in grado di dare seguito ad un piano di resettlement dal Nord Africa e dal Corno d’Africa, anche in collaborazione con l’Unhcr, sostenendo peraltro un meccanismo di evacuazione di emergenza dalla Libia, un Paese, che al momento non è possibile ritenere sicuro. Si tratta di una serie di misure necessarie che favoriscono una gestione condivisa e solidale dei flussi. Sostenere misure in favore dell’integrazione e della gestione dei flussi legali dell’immigrazione significa affrontare gran parte delle questioni che riguardano il fenomeno. Positivo anche l’impegno della Commissione a sostenere la prosecuzione della riforma del sistema di asilo europeo, che include la modifica del Regolamento di Dublino, e a implementare ulteriormente il Trust Fund per l’Africa, nell’ottica di un approccio globale al fenomeno dell’immigrazione. Politiche in grado di agire sulle cause profonde fenomeno.

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