Approvata importante risoluzione per accelerare ricollocazione richiedenti asilo da Italia e Grecia

“Oggi il Parlamento Europeo ha approvato una importante risoluzione che fa finalmente propria una posizione importantissima per il nostro Paese, mettendo gli Stati Membri dell’UE di fronte alle proprie responsabilità, ora ineludibili: accelerare la ricollocazione dei richiedenti asilo da Grecia e Italia, per alleggerire il peso sull’Italia completando il piano di redistribuzione dei richiedenti asilo entro settembre 2017. Pena l’avvio della procedura di infrazione. La Lega Nord, che in Italia predica un’Italia lasciata sola dall’Europa, oggi ha votato contro questa risoluzione che chiede questo impegno da parte degli altri Stati membri, quindi ha votato contro una più fattiva solidarietà verso l’Italia”. Lo ha detto l’europarlamentare Cécile Kyenge dopo l’approvazione al Parlamento UE della risoluzione che chiede agli Stati inadempienti di ottemperare ai propri obblighi sulla ricollocazione. “La Lega Nord ha votato contro questa risoluzione, presentandone una insieme al proprio Gruppo al Parlamento europeo in cui paradossalmente ribadisce le prerogative nazionali in materia di immigrazione. Cioè, mentre è sotto  gli occhi di tutti e chiaro a tutti che la soluzione a questa crisi è la piena condivisione delle responsabilità della gestione del flusso di rifugiati dal Nord Africa fra tutti gli Stati membri dell’Unione, la Lega ci vuole ancora soli a gestire il fenomeno, così da poter continuare ad urlare all’invasione”. Kyenge ha poi continuato: “La solidarietà e la piena condivisione delle responsabilità fra tutti gli Stati Membri sono già principi cardine del nostro ordinamento europeo. Vanno applicati, andando fino in fondo. Non ci si può limitare alla  denuncia del comportamento degli Stati inadempienti nel ricollocamento dei migranti, ma dobbiamo impegnare questi Stati ad adempiere ad obblighi giuridici di solidarietà. Non sono un optional. L’11% dei beneficiari di protezione internazionale effettivamente ricollocati rispetto al Piano approvato non è certo un risultato di cui andare fieri. Abbiamo richiamato nella risoluzione la procedura di infrazione verso gli Stati inadempienti,  quello che vado dicendo da tempo, rispetto ad un’interpretazione  riduttiva degli obblighi assunti. Questo voto del Parlamento è quindi un primo passo, ma penso che evocare la procedura d’infrazione non basti per farne altri. E’ chiaro che in ballo c’è molto di più. Questo Piano di ricollocazione è il laboratorio della Riforma del Regolamento di Dublino per cui ci stiamo battendo, una riforma che sia basata sull’effettiva solidarietà fra gli Stati Membri nell’accoglienza dei rifugiati, non come l’attuale regolamento che scarica le responsabilità solo sullo Stati di primo approdo, come l’Italia. Il fallimento del piano di ricollocazione metterebbe su un piano inclinato tutta la riforma, mentre attuarlo dimostrerebbe che si può fare, che le cose possono cambiare, che l’Europa può fare un passo in avanti. Con il voto di oggi abbiamo proposto che l’attuazione delle misure di ricollocazione siano prorogate fino alla riforma del sistema d’asilo e del Regolamento di Dublino, perché è questo ciò di cui c’è bisogno: un sistema di registrazione centralizzato delle domande d’asilo a livello di Unione, considerando ciascun richiedente asilo come una persona che cerca asilo nell’Unione Europea, non nel singolo Stato UE, istituendo un sistema centralizzato per l’attribuzione automatica della competenza per tutti coloro che chiedono asilo nell’Unione. Questo sistema risolverebbe gran parte dei problemi. Ecco perché il voto di oggi è importante e che gli Stati membri non sfuggano alle loro responsabilità”.

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