Modifica del Pacchetto Asilo, il Parlamento Europeo introduce riforme sostanziali

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Con l’adozione dell’ultima proposta di Regolamento del Pacchetto Asilo, pubblicato dalla Commissione Europea nel luglio del 2016, noi eurodeputati abbiamo compiuto un gesto significativo, svolgendo in modo responsabile la funzione di co-legislatori. Abbiamo così consegnato al Consiglio dell’UE una proposta di regolamento strettamente legata a quello sul diritto di asilo, per stabilire una procedura comune di protezione internazionale.

Il nostro lavoro precedente l’adozione di questa proposta è stato intenso, poiché si partiva da posizioni negoziali profondamente diversificate e a volte contrastanti. Molti i gruppi politici avevano infatti assunto una posizione di chiusura verso il sistema di asilo che sostenevamo, mettendo così in discussione il principio di solidarietà e piena condivisione delle responsabilità.

Eppure noi componenti della commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni (LIBE) siamo riusciti a far licenziare a grande maggioranza un testo dall’impostazione fortemente progressista, che migliora in modo netto la proposta originale della Commissione Europea per quanto riguarda diversi punti. Prima di tutto, abbiamo definito due obiettivi primari: offrire garanzie a chi arriva sul suolo europeo e, nello stesso tempo, concedere una maggiore flessibilità a favore dello Stato europeo che si trova a gestire le richieste.

In merito a quest’ultimo punto, siamo riusciti a rendere opzionale il controllo di ammissibilità della richiesta di protezione: un onere posto in capo al paese di primo approdo al quale spetterebbe il compito di controllare l’ammissibilità della richiesta e, in alcuni casi, respingere la domanda.

In merito invece alle nuove garanzie per i richiedenti protezione o asilo, la novità più importante è la modifica che abbiamo apportato alla durata necessaria per l’esame della procedura di asilo: non più i 18 mesi previsti dalla Commissione Europea nel suo testo originale, ma solamente 6 mesi.

Oltre a questo, abbiamo previsto anche forme di assistenza e rappresentanza legali gratuite per i richiedenti asilo.
Il nuovo articolo 15 prevede infatti un patrocinio legale gratuito nella preparazione della domanda di protezione internazionale e fornisce così un’ulteriore assistenza, indirizzata soprattutto alle persone maggiormente vulnerabili che non sono sempre a conoscenza dei propri diritti.

In più, abbiamo riposto un’attenzione particolare verso i minori, siano essi accompagnati o meno. L’interesse superiore del minore deve sempre prevalere, tanto nelle procedure di richiesta di protezione che in quelle di riunificazione familiare. I minori devono sempre potersi esprimere nella loro lingua e le autorità devono prestare la massima attenzione alle possibili situazioni di vulnerabilità a cui sono andati o potrebbero andare incontro. Il personale non solo medico formato e specializzato, così come la presenza del tutore, devono prestare particolare attenzione alle loro esigenze. Queste sono, tra le altre, l’insieme delle modifiche che abbiamo introdotto, e che se accolte dal Consiglio, potranno agevolare le situazioni critiche che vigono ora.

Infine, Il nostro voto in LIBE ha ribadito il principio del diritto al non-respingimento, principio che peraltro è sancito dai principali trattati internazionali. Di conseguenza sono stati resi opzionali i concetti del Paese di primo asilo sicuro e del Paese terzo sicuro che invece la Commissione Europea voleva rendere obbligatori. Le autorità competenti potranno pertanto prevedere che altri paesi considerati “sicuri” – e tra questi è esclusa la Turchia – trattino la richiesta di protezione internazionale.

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