#PADweekEU, una prima giornata effervescente

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Alla fine della prima giornata della PAD Week, esprimo soddisfazione per le attività messe in campo dell’intergrouppo ARDI (Anti-Racism and Diversity Intergroup) che ho contribuito a fondare, e di cui sono co-Presidente.

Fin da ieri mattina, il grande numero degli ambasciatori dei paesi ACP (Africa, Caraibi, Pacifico) arrivati al Parlamento Europeo aveva lasciato immaginare che la tavola rotonda prevista alle 11.30 sarebbe stata un successo. E infatti così è stato. Di fronte agli operatori delle maggiori ONG europee ed americane che si interessano della piena cittadinanza dei neri d’Europa, i rappresentanti diplomatici hanno sottolineato la necessità di intervenire ancora più per tutelare il rispetto dei diritti umani trattamenti riservati ai migranti che giungono dall’Africa. La richiesta è stata condivisa in maniera unanime, anche per l’apporto fondamentale che la diaspora africana garantisce all’Europa: come hanno sottolineato gli ambasciatori, i neri nel vecchio continente impattano concretamente sull’economia, senza considerare gli aspetti legati alle risorse umane e materiali che sono confluite al di qua del Mediterraneo nel corso dei secoli.

Perché trattare gli africani d’Europa in modo cosi disumano?

Questa è la domanda che ha dominato gli scambi e le discussioni, ed ha lasciato trasparire tutta l’amarezza di un continente, quello africano, che accoglie con grazia e deferenza sulle proprie terre centinaia di migliaia di cittadini europei in cerca di opportunità economiche e sociali che possano offrire un interesse diretto all’Europa.

Tra i partecipanti si è così creato un dialogo serrato ed edificante, a riprova del fatto che la convivenza pacifica non solo è possibile, ma è un obiettivo concreto al quale gli afrodiscendenti cittadini europei lavorano attivamente, nonostante siano spesso vittime di atti di razzismo, xenofobia e afrofobia.

Chi ha paura degli africani si può rasserenare. A varcare il mediterraneo non sono criminali, ma persone desiderose di dare il proprio contributo per lo sviluppo di questa parte del mondo, godendo delle libertà fondamentali dell’uomo.

Ma chi può permettersi di reclamare per conto proprio la paternità di tali libertà? Chi ha combattuto per lo sviluppo politico, economico e sociale della società occidentale? Verrebbe facile rispondere che siano stati i soli occidentali a lottare per la propria libertà. Invece, la seconda conferenza del giorno ci ha portato a scoprire il ruolo determinante dei neri europei alla rinascita del vecchio continente. Basta pensare ai battaglioni di combattenti venuti anche da altri paesi africani che hanno versato il proprio sangue nei teatri di guerra, proprio in terra europea, per pagare la libertà di cui godiamo oggi.

La riflessione ha coinvolto anche l’Italia di fine Ottocento, quando Garibaldi costituì i famosi mille che combatterono per l’unità del nostro paese. Non tutti sono a conoscenza infatti del fatto che tra i componenti di quel gruppo ci fu anche il liberiano Joseph, che combatté con determinazione, versando il suo sangue per vittoria finale: un piccolo grande contributo per l’unione italiana. Da lì all’istituzione della Repubblica Italiana passeranno quasi cento anni, ma fin dal principio, l’Italia dimostrò di essere una patria aperta ed inclusiva: attraverso il sangue versato di Joseph ed altri combattenti stranieri, la cittadinanza italiana si è fatta universale. I neri italiani si sentano pure a casa.

Il dibattito pomeridiano di ieri è servito proprio a questo: a mostrare quanta vicinanza ci sia tra i continenti africano ed europeo, una vicinanza che però spesso è nascosta da una lettura storica superficiale e semplicista. Proprio per questo l’insieme delle tavole rotonde ha criticato duramente gli atteggiamenti xenofobi che esprimono e promuovo alcuni membri delle nostre comunità nazionali: sgregazione, razzismo e afrofobia sono dunque apparsi come anomalie sociali, veri e propri reati contro cui si deve scagliare lo Stato, nella tutela di tutti i cittadini europei, compresi quelli neri.

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